Rimettiamoci in discussione

Ogni compito deve essere valutato periodicamente al fine di verificare se è ancora necessario e utile e se il carico finanziario che comporta è sopportabile”. A dirlo non sono io, o il PLR, ma i cittadini del Cantone che lo scorso anno – era il maggio del 2014 – si sono dotati di uno strumento di disciplina finanziaria, il freno ai disavanzi, e hanno inserito nella Costituzione cantonale questo e altri principi di gestione finanziaria. Una gestione finanziaria che deve essere all’insegna della legalità, della parsimonia, dell’economicità, dell’equilibrio a medio termine e, appunto, animata da una costante valutazione non solo di ogni nuovo, ma anche e soprattutto di ogni vecchio compito.

Meglio ricordarlo perché quando lo stato delle finanze è precario – il debito pubblico a fine 2016 si attesterà attorno ai 2 miliardi di franchi – e la necessità di ripristinare a medio termine una rotta di equilibrio finanziario è sempre più impellente – sia per non ribaltare la fattura della politica di oggi ai contribuenti di domani, sia per mantenere una certa capacità di investimento da parte dello Stato – si fa sempre più forte e intrigante la tentazione di opporsi sistematicamente a nuove spese e nuovi compiti per lo Stato. Tutto nella speranza di risolvere magicamente le cose. Un ragionamento, questo, semplicistico quanto pericoloso, perché porta con sé l’annullamento del principio stesso del Progresso. Un ragionamento direi anche irresponsabile, perché segno di una politica e di politici che non hanno né la voglia né il coraggio di valutare criticamente non solo ciò che si vuole fare, ma anche e soprattutto ciò che già si fa. A vederla bene, si tratta di una rinuncia allo stesso fare politica. O una fuga dalle proprie responsabilità.

Una fuga che non piace. Per questo risulta ancora più importante dare finalmente seguito alla mozione del gruppo PLR – primo firmatario Franco Celio – nella quale si chiede al Consiglio di Stato di esaminare l’intero corpus legislativo con l’intento di abrogare le leggi non più necessarie, che generano inutile burocrazia e costi per lo Stato, senza con ciò arrecare necessariamente discapito alle esigenze di gestione dello Stato né alla prestazione di servizi necessari alla cittadinanza. Qualcosa del genere era già stato fatto, arrivando all’abrogazione di tutta una serie di leggi desuete varate ancora nell’Ottocento: riprendiamo quel lavoro, esaminando l’insieme delle leggi, anche le più recenti, la cui reale necessità non può né deve – per questo semplice fatto – essere data per acquisita. I tempi cambiano, ma le leggi restano: non è sempre giusto così. A questa proposta del PLR, datata maggio 2010, occorrerebbe dunque e finalmente dar seguito: anche perché c’è chi sta già organizzando il Capodanno 2016…

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