Mobilità

Il Santo (Gottardo) vale la candela!

(editoriale Opinione liberale)

Giovedì prossimo, 13 marzo, il Consiglio agli Stati discuterà della proposta del Consiglio federale di realizzare, prima del periodo di risanamento dell’attuale canna, un secondo tubo autostradale al San Gottardo; canna che, finiti i lavori, potrà essere operativa solo in un senso di marcia.

Certo ne è passata di acqua sotto i ponti da quando, nel febbraio del 2011, i Giovani liberali radicali hanno lanciato una petizione – 20’000 firme raccolte grazie al fondamentale sostegno del Comitato del Sì al completamento del San Gottardo – che chiedeva alle Autorità di attivarsi per tempo allo scopo di trovare soluzioni alternative alla prospettata chiusura per 900 giorni della galleria autostradale. E così è stato. Consiglio di Stato e Deputazione ticinese alle Camere si sono adoperati con Confederazione e altri Cantoni per identificare e proporre una soluzione che, come scrive il Consiglio federale stesso, tiene conto delle esigenze del Ticino. Una soluzione che sostegno, come la sostiene la maggioranza del Partito liberale radicale, anche se a onor del vero non mancano i contrari, come ad esempio l’Associazione liberale radicale per l’ambiente, alle cui posizioni peraltro – la maggior parte delle volte – mi sento molto vicino.

Con la soluzione proposta, durante il risanamento la situazione rimane quella attuale ed evita un pericoloso isolamento del nostro Cantone dal resto della Svizzera, mentre finiti i lavori di ripristino – grazie ai due tubi monodirezionali – aumenteranno la sicurezza della viabilità e la capacità di far fronte a eventuali avarie, ma non la capacità di traffico visto che, di fatto, il numero di corsie resterà uguale a quelle di adesso, nel pieno rispetto dell’articolo costituzionale sulla protezione delle Alpi. Per di più, i costi di realizzazione non sono molto superiori a quanto ammonterebbe una soluzione provvisoria come quella della strada viaggiante, che tra l’altro costituirebbe un gravoso onere non solo per le Tre Valli, ma anche per tutte le persone e aziende del Cantone. La soluzione è dunque appropriata anche dal profilo finanziario e funzionale. È pragmatica e per questo mi piace.

Ma lasciamo il piano tecnico per entrare in quello politico. C’è chi dice che si tratta di uno stratagemma per arrivare al raddoppio delle corsie, bypassando la volontà popolare e il già citato articolo sull’iniziativa delle Alpi, ma io non voglio crederci. Non solo perché tale decisione non potrebbe che passare da una votazione popolare (e personalmente, pur favorevole al completamento, sono contrario al raddoppio), ma anche perché con tutta probabilità l’Unione europea non ha né la forza né l’interesse di imporci una soluzione del genere.  A parte il fatto che il Commissario dell’UE per i trasporti lo ha già dichiarato all’indomani della proposta del Consiglio federale, la politica dei trasporti europea condivide l’obiettivo di una certa limitazione del traffico transalpino. Inoltre, vale la pena ricordarlo, al Gottardo non vi è tanto un problema di traffico merci, quanto piuttosto (e limitatamente al periodo primaverile ed estivo) di traffico privato di matrice turistica, settore peraltro molto importante per l’economia cantonale. Proseguiamo dunque, con coraggio e determinazione, proponendoci non da contestatori disordinati, ma uniti e con argomenti solidi, cercando di diventare leader nelle relazioni con Berna, a tutto vantaggio del nostro territorio.

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