Formazione e cultura

Pieno sostegno a una scuola pubblica di qualità per tutti. L’istruzione è un diritto, le pari opportunità di partenza un dovere della nostra società.

 

Il mercato del lavoro è sotto pressione, dobbiamo formare i profili di cui abbiamo bisogno potenziando la formazione là dove serve. Ad esempio, è assurdo che la Svizzera formi solo una piccola parte dei medici e del personale medico di cui ha bisogno (meno di un terzo per quanto riguarda i medici).

 

In questo senso anche il potenziamento dell’orientamento professionale è una via da seguire, per evitare che l’apprendistato sia considerato di serie B (e non lo è, offre anzi interessanti prospettive di carriera grazie a scuole superiori e passerelle varie). Come? Sistematizzando degli incontri regolari tra orientatori e categorie professionali, in modo che la conoscenza fra scuola e lavoro sia sempre migliore; offrendo alle scuole mostre, presentazioni, visite in azienda e organizzando serate con i genitori; rinnovando Espoprofessioni, magari introducendo incontri sul modello della Notte dell’orientamento a Friborgo (dalle 17 alle 21; 40 aziende, 250 giovani; 340 colloqui di 15 minuti).

 

In un mondo in continua evoluzione, il posto di lavoro fisso non esiste più: diplomi e certificati, dopo 10 anni, sono spesso solo pezzi di carta. Per questo dobbiamo puntare sulla formazione continua, incentivando la formazione da parte dei lavoratori (aumentando gli incentivi fiscali, ma anche ragionando su un sistema di previdenza sociale che ti permetta a 45-55 anni di seguire una formazione), sensibilizzando i datori di lavoro sull’importanza e il ritorno di tali investimenti e, non da ultimo, strutturando un’offerta formativa di qualità, razionalizzando il panorama di chi offre formazione continua.

 

Buoni docenti fanno una buona scuola, per questo dobbiamo rivalorizzare il ruolo del docente, socialmente e professionalmente: adeguando la retribuzione (proporzionale alla lunghezza, al percorso e all’importanza del ruolo assunto); favorendo la mobilità all’interno del sistema; dando loro strumenti per insegnare e farsi rispettare; lasciandolo lavorare, senza che sia il politico a dire loro cosa fare o cosa non fare.

 

La cultura come progresso civile ed economico: pieno sostegno a piccoli e grandi progetti culturali. Anche perché dire che con la cultura non si mangia è pazzia: la cultura è non solo libertà, creatività e innovazione, ma anche concretezza, vita, persone, posti di lavoro, commercio e turismo.

 

Creazione della Scuola di turismo nel Locornese, con il coinvolgimento di USI, SUPSI e SSAT

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