Paolo Borsellino, il giorno della memoria

A esattamente diciannove anni dalla morte del giudice Paolo Borsellino, assassinato il 19 luglio 1992, desidero riproporre alcune sue parole, pronunciate ad una commemorazione della morte del suo collega e amico Giovanni Falcone: parole di coraggio, giustizia e libertà. Onore a loro.

“Sono morti per noi, e abbiamo un grosso debito verso di loro. Questo debito dobbiamo pagarlo, gelosamente, continuando la loro opera, rifiutando dal sistema mafioso gli ampi benefici che possiamo trarne, anche gli aiuti, le raccomandazioni, i posti di lavoro. Facendo il nostro dovere, la lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti, specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità, e quindi della complicità. Ricordo la felicità di Falcone, quando in un breve periodo di entusiasmo, egli mi disse: “la gente fa il tifo per noi”. E con ciò non intendeva riferirsi soltanto al conforto che l’appoggio morale della popolazione da al lavoro del giudice, significava qualcosa di più, significava che il frutto nostro lavoro stava anche smuovendo le coscienze”.

Ascolta il discorso originale

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Le pacche sulle spalle non bastano – 1 year after!

13 luglio 2010 – 13 luglio 2011

Se da un lato le firme raccolte con la petizione per le borse di studio hanno portato alla ratifica dell’Accordo intercantonale per l’armonizzazione dei criteri per la concessione delle borse di studio da parte del Governo cantonale, dall’altro le 12’102 firme – consegnate esattamente un anno fa! – dell’iniziativa richiedente la realizzazione di una struttura multifunzionale per giovani problematici o che delinquono mancano di risposta: l’iniziativa popolare giace sui banchi del Gran Consiglio e il progetto del Centro di contenimento sul tavolo del Consiglio di Stato. Superato il periodo elettorale è forse il tempo di rispolverare questo importante dossier: non possiamo infatti permetterci di abbandonare a sé stessi giovani che necessitano di aiuto e a cui spetta un’altra chance!

Leggi l’articolo su ticinonews.ch

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Easyvote.ch

Easy-vote: 45’000 giovani in più alle urne per le Federali!

È stato lanciato a Berna il progetto easy-vote, promosso dalla Federazione svizzera dei Parlamenti dei Giovani, il cui scopo è l’aumento dell’affluenza giovanile alle urne: per le elezioni federali previste a ottobre l’obiettivo è di aumentare dal 35% al 40% la percentuale di giovani votanti nella fascia d’età fra i 18 e i 30 anni, vale a dire 45’000 giovani elettori in più in tutta la Svizzera, dei quali 1’500 in Ticino. Un risultato ambizioso che si vuol raggiungere non solamente tramite l’organizzazione di dibattiti fra (giovani) candidati, conferenze sulla civica e sulle modalità di voto, collaborazioni con scuole e associazioni, ma soprattutto tramite la raccolta – effettuata sia in azioni sul territorio, sia utilizzando i più moderni mezzi di comunicazione – di promesse di voto che, se non forniranno evidentemente nessuna garanzia di voto effettivo, garantiscono sicuramente un richiamo, via e-mail o sms, a 20 e a 5 giorni dall’apertura dei seggi, in modo da ricordare la promessa effettuata in precedenza.

Leggi il mio articolo sul Corriere del Ticino di oggi

Visita il sito www.easyvote.ch

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Referendum contro il prezzo fisso del libro

Riuscito il referendum contro il prezzo fisso del libro!

Altro successo politico dei Giovani liberali radicali: dopo l’operazione Le pacche sulle spalle non bastano! che hanno visto la riuscita formale (12’102 firme) dell’iniziativa costituzionale – tutt’ora pendente in Gran Consiglio – per la realizzazione di una struttura multifunzionale per giovani problematici o che delinquono; e la concretizzazione da parte del Governo della petizione richiedente l’adesione al Concordato intercantonale per l’armonizzazione dei diritti per la concessione delle borse di studio (quasi 3’000 le firme raccolte); oggi a Berna sono state consegnate le firme per il referendum contro il prezzo fisso del libro promosso dai Giovani liberali radicali svizzeri unitamente ad altre organizzazioni politiche.

Lo scopo del referendum è quello di evitare un aumento dei prezzi dei libri sulle spalle di studenti e consumatori. A seguito dell’approvazione della nuova legge, infatti, i prezzi dei libri vengono fissati dagli editori o dagli importatori e sono vincolanti: sono ad esempio proibiti sconti superiori al 5%. Se la misura si prefigge – legittimamente! – di proteggere il libro quale bene culturale, l’effetto concreto sarebbe invece non solo quello di rendere più difficile l’acquisto di libri in Svizzera a causa di un rincaro dei prezzi, ma anche di incoraggiare gli acquisti all’estero su internet.

Ascolta l’intervista su Radio Fiume Ticino: http://www.radioticino.com/podcast_archive.asp?idsezione=1&data=20110705#

Leggi la dichiarazione su la Regione (6 luglio 2011)

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