ACCENT – Das Organ der Jungfreisinnigen Schweiz:”La Rentrée universitaire” (03/08)

Rentrée universitaire – Die Uni hat uns wieder

Nicola Pini, Vorstandsmitglied jfs und Chefredaktor Accent

(editorial, publié in ACCENT, Ausgabe 03/08)

« Pronti, partenza…via » : c’est la Rentrée ! Après deux mois de vacances, de travail, de stage ou d’étude en vue de la session d’examens, la reprise des cours pèse encore une fois sur la vie des étudiants. Les Jeunes Libéraux Radicaux Suisses ne peuvent que s’intéresser à cette rentrée académique, non seulement car ils comptent parmi eux plusieurs sections universitaires et de hautes écoles – qui seront d’ailleurs présentées à partir de la page 12 – mais aussi parce que la formation est un des piliers fondamentaux de la politique des JLRS : d’après nous, en effet, la matière grise doit être considérée comme la matière première de notre pays ! Die Jungfreisinnigen sind überzeugt davon, dass Bildung und Forschung wichtige Grundlagen unseres Wohlstandes sind: Deshalb müssen wir diesem Bereich Sorge tragen. Insbesondere kämpfen wir für ein qualitativ hochwertiges und schweizweit harmonisiertes Schulsystem. La particolare attenzione per l’istruzione e la formazione ha lasciato segni indelebili anche in Ticino: si deve proprio ad un’iniziativa dei Giovani liberali radicali l’introduzione, qualche anno fa, dell’ora di Civica nella scuola dell’obbligo.

Ce numéro est donc consacré dans sa totalité à la formation : die Ausbildung. D’une part il se focalise sur des sujets relatifs à l’instruction scolaire au sens large du terme, comme le projet HarmoS, la question de la liberté de choix de l’école et le travail de la commission parlementaire de la science, de l’éducation et de la culture; d’autre part il se penche sur des thèmes qui concernent plus concrètement la large majorité des étudiants des hautes écoles : on s’est donc interrogé sur le rapport entre la politique et l’Université, sur la question du financement des études et sur l’efficacité du Système de Bologne.

Le corpus des auteurs est constitué par un mélange entre d’une part des jeunes qui – comme vous –  ont la passion de la politique et de l’autre des personnalités remarquables, tels que le Président Fulvio Pelli, le Secrétaire d’Etat Mauro Dell’Ambrogio, le Conseiller National Ruedi Noser, les politologues Oscar Mazzoleni et Ioannis Papadopoulos. Le but est de créer un équilibre, le même équilibre que l’on doit retrouver dans toute formation complète, solide et efficace, qui doit être composée de deux types précis de savoirs: un savoir général, qui permet de bien vivre et de comprendre la société d’aujourd’hui, et un savoir spécifique, qui doit garantir des débouchés professionnels adéquats après les études. Bonne reprise académique à toutes et à tous !

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“Pragmaticamente utopici”

Una piacevole serata interpartitica

 Nicola Pini e Stefano Rizzi, membri comitato direttivo dei Giovani Liberali Radicali Svizzeri (GLRS) 

(pubblicato in Popolo e Libertà, 05.09.2008, p. 7))

L’inaspettato invito non è passato inosservato: i Giovani liberali radicali hanno infatti partecipato con entusiasmo alla bella serata organizzata da Generazione Giovani: un sentito ringraziamento a chi, lungimirante, ha optato per una tale apertura interpartitica.

Di tutti i movimenti giovanili, i GLR sono i soli ad aver risposto positivamente alla gentile chiamata: certo una chiara risposta di ricambiata apertura, ma pure un segnale di coerenza, a sostegno di quel “patto di paese” più volte auspicato dal nostro presidente, Giovanni Merlini. Passata l’epoca delle profonde rivalità – che portavano pure a violenti tafferugli con tanto di pistolettate, morti e feriti – noi giovani liberali radicali crediamo nell’importanza dell’intrattenere, al di là delle divergenze di pensiero, dei rapporti cordiali con i nostri omologhi pipidini.

L’antagonismo non deve essere né sistematico né personale, ma tematico. Se su certe questioni un confronto è inevitabile, su altre un orientamento comune è da sottolineare e, magari, da sfruttare maggiormente. Un esempio attuale? L’iniziativa popolare per un pensionamento flessibile, che ci vede entrambi schierati – a livello federale – dalla parte dei contrari. Dobbiamo essere consapevoli della necessità di lavorare assieme qualche volta, alla ricerca di soluzioni pragmatiche e realizzabili: non solo per il bene del nostro amato Paese, ma anche per evitare quella polarizzazione verso gli estremi – a destra come a sinistra – che, purtroppo, tende a prendere il largo anche a livello giovanile. Perché non tutti i giovani sono estremisti e utopici; ce ne sono anche di più pragmatici: è questo realismo, questa moderazione che, a volte, può accomunare i nostri due movimenti giovanili. Avanti così: pragmaticamente utopici! Saluti liberali radicali.

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Iniziativa per la limitazione del diritto di ricorso delle associazioni ambientaliste

Perché sostenere l’iniziativa…

Nicola Pini, membro comitato direttivo GLRS

(discorso pronunciato davanti al Comitato Cantonale del PLRT il 4.09.2008)

Caro Presidente, Onorevoli Consiglieri di Stato, Care Amiche, Cari Amici liberali radicali,

sono qui questa sera per presentarvi l’iniziativa per l’abolizione del diritto di ricorso delle associazioni ambientaliste, in votazione il prossimo 30 novembre. Si tratta di un’iniziativa liberale radicale che ha l’appoggio di molte associazioni economiche, del PLRS (che l’ha approvata a larga maggioranza durante l’ultima assemblea dei delegati), di tutte le sezioni cantonali che si sono espresse finora (anche le più scettiche inizialmente), delle Donne liberali radicali svizzere e dei Giovani Liberali Radicali Svizzeri, che ho l’onore di rappresentare in questa sede). 

In breve, l’iniziativa chiede di sopprimere il diritto di ricorso – accordato finora in via eccezionale – a trenta organizzazioni private su dei progetti che hanno ottenuto una legittimità democratica, dunque che sono stati accettati tramite una votazione popolare o una decisione parlamentare. Solo in questi due casi, il diritto di ricorso non sarà più possibile – mentre rimarrà ammissibile per quanto riguarda le decisioni prese da un esecutivo o da un’amministrazione. Si tratta dunque di limitare, e non sopprimere totalmente, limitare il diritto di ricorso quando la decisione è stata presa democraticamente. Lo scopo principale dell’iniziativa è chiaro: l’equilibrio. Il fine è quello di pesare, equilibrare, amalgamare l’economia e l’ambiente, così come la volontà popolare e il diritto di veto di alcune associazioni private.

Perché, dunque, sostenere l’iniziativa?

  • Per una ragione prettamente strategica, di coerenza partitica e di coerenza progettuale: è un’iniziativa liberale radicale che cerca di conciliare l’ambiente e l’economia. È vero che in TICINO il dibattito è sfumato rispetto alla svizzera romanda e alla svizzera tedesca, in quanto non abbiamo avuto casi eclatanti, ma si tratta di mostrare solidarietà verso le altre regioni svizzere che si sono viste bloccare investimenti per 25-30 miliardi di franchi (con relativi posti di lavoro); si tratta di mostrare lungimiranza: evitiamo di vederci ritardare progetti importanti.
  • Per rinforzare la nostra economia, favorendo gli investimenti attraverso una stabilità giuridica maggiore. Si tratta di permettere la realizzazione di importanti progetti –  aventi legittimità popolare – e con ripercussioni positive sui posti di lavoro, sull’indotto economico e sulle finanze pubbliche. In breve, più investimenti, più posti di lavoro, maggiore crescita economica
  • Per rinforzare la democrazia: come espresso più volte dal presidente nazionale Fulvio Pelli (che sostiene – vigorosamente – l’iniziativa) bisogna dialogare, NON ricorrere in tribunale à queste organizzazioni sono infatti integrate nelle decisioni democratiche: prima delle votazioni popolari possono fare campagna, possono (anzi, devono) lanciare un dibattito pubblico, mentre nell’iter parlamentare possono esprimersi durante la consultazione e tramite i parlamentari;  possono lanciare un’iniziativa o un referendum. Non si tratta di mettere loro la museruola, ma piuttosto di adattarle al sistema politico svizzero, basato su una ricerca del consenso anteriore alla decisione, e non su ricorsi posteriori alla decisione. SI al dialogo, NO al ricorso sistematico ai tribunali!
  • Perché il diritto di ricorso ha perso la sua ragion d’essere: se l’introduzione negli anni ‘60 di un diritto d’eccezione in materia ambientale era necessaria, ed è stata portata avanti dai liberali radicali in quanto la situazione lo richiedeva, ora, nel 2008, non solo l’amministrazione, i parlamenti e la popolazione sono molto più sensibili alle questione ambientali, ma la protezione dell’ambiente è, giustamente, al centro delle preoccupazioni dello Stato (lo dice la Costituzione). Il diritto ambientale è sufficientemente dettagliato e completo e, a differenza degli anni ’60, l’amministrazione ha tutti gli strumenti necessari per applicarlo correttamente. Sono le autorità (l’amministrazione, l’Ufficio federale dell’Ambiente, i rispettivi uffici cantonali) che si devono occupare del rispetto del diritto ambientale e, più in generale, della tutela dell’ambiente, non delle associazioni private senza alcuna legittimità democratica e rappresentativa.
  • Per evitare gli abusi, che oggettivamente esistono (lo ha riconosciuto il parlamento): spesso alcune associazioni fanno un utilizzo sistematico e soprattutto fortemente ideologico ed estremista del diritto di ricorso, strumentalizzando la protezione dell’ambiente per raggiungere altri scopi. Spesso non è utilizzato quale garanzia del diritto ambientale, ma piuttosto come uno strumento di ricatto per imporre una visione politica estremista e degli accorgimenti magari illegali; a volte, paradossalmente, per danneggiare l’ambiente, per esempio ritardando di 10 anni la crazione dei parchi eolici svizzeri!

Un punto fondamentale da chiarire è che questa iniziativa NON è contro l’ambiente: un giovane di 23 anni, quale sono, non potrebbe mai essere contro l’ambiente. Io sono a favore dell’ambiente (abbiamo bisogno della natura); ma sono altresì convinto che in alcun modo questa iniziativa va contro l’ambiente, ma va contro una procedura iniqua.Questa iniziativa vuole esclusivamente normalizzare una procedura anomala; eliminando un diritto di ricorso che ha perso la sua ragion d’essere, un diritto di ricorso che imbavaglia la democrazia e la crescita economica.

Questa iniziativa intende conciliare, equilibrare, ambiente e crescita economica, vale a dire due dei tre temi fondamentali del PLRT, decisi lo scorso comitato cantonale. È questo il nostro dovere: la sostenibilità; una sostenibilità che nasce, che scaturisce, da una ponderazione razionale di questi due elementi. La protezione dell’ambiente è necessaria, siamo d’accordo, ma non è sufficiente: è questo il concetto di sviluppo sostenibile. Somma, non divisione. Visione globale, non parziale. Grazie per l’attenzione.

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