Mobilità

Fra tutte le libertà conquistate nel tempo, una sembra essere più di altre in pericolo nel nostro Cantone: la libertà di movimento. Nonostante il forte aumento degli spostamenti – ad esempio 80’000 veicoli in più sulle strade rispetto a vent’anni fa – il tema della mobilità è stato trascurato dalla politica dei proclami. Risultato: inquinamento, rumore, traffico. Non esistono soluzioni miracolose, né misure risolutive, ma è il momento di predisporre una vera e propria strategia per migliorare la viabilità e la vivibilità del nostro territorio. Senza dimenticare che, in fin dei conti, il traffico siamo noi.

 

Continuiamo a investire nel trasporto pubblico per migliorarlo il più possibile.

 

Visto che non sempre si può fare a meno dell’automobile occorre una pianificazione stradale e urbanistica intelligente, di cui non sempre, in passato, abbiamo dato prova. Anzi.

 

Lavoriamo sulle politiche del lavoro, anche perché gli spostamenti da e per il posto di lavoro sono il 25% dei movimenti totali. Dobbiamo incoraggiare il lavoro da casa (telelavoro) – misura che, oltre ad aumentare la produttività del lavoratore, permetterebbe anche di meglio conciliare vita familiare e vita professionale – e coordinare orari flessibili o scaglionati per evitare gli orari di punta. O ancora promuovere dei piani di mobilità aziendale che prevedano, a seconda dei casi, l’istituzione della figura del mobility manager aziendale, la condivisione dell’auto tra dipendenti e l’introduzione di navette aziendali; il tutto evidentemente accompagnato dalla realizzazione di parcheggi alla frontiera, per esempio a Stabio, Bizzarone, Gandria, Luino e Ponte Tresa.

 

Lavoriamo anche a un’ottimizzazione della mobilità scolastica: tutti abbiamo infatti notato che nelle vacanze scolastiche si circola meglio. In questo senso dobbiamo predisporre un’adeguata offerta di mense scolastiche e spostare di mezz’ora l’inizio delle lezioni durante l’anno scolastico.

 

Il Cantone deve inoltre inserirsi, come Cantone pilota, negli approfondimenti che la Confederazione sta effettuando in merito al mobility pricing. Il sistema di finanziamento deve essere il più trasparente e causale possibile, in modo tale che ogni utente paghi i costi (finanziari e ambientali) che effettivamente origina. Se sapremo attivarci per tempo, lo studio strategico potrà contenere una soluzione ragionevole per il Ticino e le sue regioni più colpite dal problema del traffico.

 

Studiamo la fattibilità dell’introduzione di un regime di zona traffico limitato (ZTL) per la Regione Mendrisiotto e Luganese con una congestion charge deducibile dalle tasse di circolazione: così chiameremmo alla cassa anche gli amici frontalieri, ai quali occorrerebbe però offrire corsie preferenziali in dogana per un grado di occupazione del veicolo superiore a due passeggeri.

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