Territorio

Il territorio siamo noi. La situazione attuale è il frutto di un processo velocissimo iniziato nel secondo dopoguerra e simboleggiato dalla costruzione dell’autostrada. A cinquant’anni di distanza dall’avvio di questa fase storica, abbiamo la distanza necessaria per tracciare un bilancio e decidere di muoverci in una direzione diversa. Occorre dare un’anima al territorio, perché il territorio è un bene comune. Disencentiviamo il consumo di suolo e incitiamo il riutilizzo, la riorganizzazione in modo virtuoso.

Per questo nella mia prima legislatura in Gran Consiglio (2015-2019) ho votato con piacere la riqualifica del fondovalle di Airolo (ben 50 i milioni stanziati dal Cantone a questo scopo), ma soprattutto sono riuscito, tramite degli atti parlamentari, a raggiungere due importanti obiettivi:

  • 10 milioni per la rivitalizzazione degli edifici dismessi
  • 4 milioni per progetti di qualità di densificazione abitativa

Ma molto resta ancora da fare.

  • Ripensiamo le procedure di pianificazione, secondo l’esempio di Zurigo: concorsi di progettazione per l’urbanizzazione (ai quali partecipano promotori, architetti ed eventualmente anche artigiani, tutti insieme), una giuria e il progetto che vince determina il Piano regolatore. Gli enti pubblici mettono i paletti a livello di concorso, poi vince il complesso (obiettivo e costruzione) e le regole vi si adeguano.
  • Valorizziamo gli spazi pubblici: il sogno della casetta unifamiliare con giardino, importato dagli Stati Uniti, si scontra ormai con i limiti della realtà Svizzera e la scarsità di territorio a disposizione. La direzione da seguire è quella della «densificazione qualificata», partendo da progetti di grande scala e senza aver paura dell’altezza. Tramite bonus edificatori dobbiamo rivitalizzare i nuclei storici dei paesi, mentre nelle città dobbiamo promuovere la realizzazione di pianterreni permeabili. Particolarmente importanti anche gli assi di mobilità : la strada non è solo un sistema di transito è anche uno spazio di vita. Un esempio virtuoso è la via Locarno, porta di entrata di Ascona: piante, panchine, qualche posteggio, pista ciclabile e zona pedonale…e che biglietto da visita!
  • Promuoviamo lo sviluppo socio-economico delle Valli. Le regioni periferiche  hanno in sé potenzialità ancora inespresse che devono manifestarsi nel contesto cantonale: è quindi necessario collegare virtualmente e fisicamente le regioni periferiche innescando un circuito virtuoso di persone, esperienze, idee e risorse. Oltre alla fibra ottica, dobbiamo applicare altre misure a sostegno delle zone periferiche: la semplificazione delle regole pianificatorie anche solo per permettere un controllo più efficace di quanto avviene sul territorio; il rafforzamento degli introiti finanziari grazie alle risorse proprie naturali (acqua, legno, pietra, natura, turismo); la valorizzazione e commercializzazione dei prodotti locali; il rilancio di un turismo di qualità improntato all’esperienza; il mantenimento di servizi di base quale la scuola; la digitalizazione quale supporto allo sviluppo e al vivere in Valle. Di questo mi occupo anche professionalmente con il progetto di rilancio della Valle Onsernone.
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