Territorio

Il territorio siamo noi. Occorre dargli un’anima, perché è un bene comune e prezioso. Valorizziamo e rendiamo accessibili a tutti gli spazi pubblici. Disencentiviamo il consumo di suolo e incitiamo il riutilizzo, la riorganizzazione in modo virtuoso. Non dimentichiamo che il nostro compito è in primis essere dei buoni antenati.

Negli ultimi anni mi sono impegnato molto in questo ambito e  sono riuscito, tramite degli atti parlamentari, a raggiungere due importanti obiettivi:

  • 10 milioni per la rivitalizzazione degli edifici dismessi,
  • 4 milioni per progetti di qualità di densificazione abitativa.

Ma molto resta ancora da fare.

  • Ripensiamo le procedure di pianificazione, secondo l’esempio di Zurigo: concorsi di progettazione per l’urbanizzazione (ai quali partecipano promotori, architetti ed eventualmente anche artigiani, tutti insieme), una giuria e il progetto che vince determina il Piano regolatore. Gli enti pubblici mettono i paletti a livello di concorso, poi vince il complesso (obiettivo e costruzione) e le regole vi si adeguano.
  • Valorizziamo gli spazi pubblici: il sogno della casetta unifamiliare con giardino, importato dagli Stati Uniti, si scontra ormai con i limiti della realtà Svizzera e la scarsità di territorio a disposizione. La direzione da seguire è quella della «densificazione qualificata», partendo da progetti di grande scala e senza aver paura dell’altezza. Tramite bonus edificatori dobbiamo rivitalizzare i nuclei storici dei paesi, mentre nelle città dobbiamo promuovere la realizzazione di pianterreni permeabili. Particolarmente importanti anche gli assi di mobilità : la strada non è solo un sistema di transito è anche uno spazio di vita. Un esempio virtuoso è la via Locarno, porta di entrata di Ascona: piante, panchine, qualche posteggio, pista ciclabile e zona pedonale…e che biglietto da visita!
  • Promuoviamo lo sviluppo socio-economico delle Valli. Le regioni periferiche  hanno in sé potenzialità ancora inespresse che devono manifestarsi nel contesto cantonale: è quindi necessario collegare virtualmente e fisicamente le regioni periferiche innescando un circuito virtuoso di persone, esperienze, idee e risorse. Oltre alla fibra ottica, dobbiamo applicare altre misure a sostegno delle zone periferiche: la semplificazione delle regole pianificatorie anche solo per permettere un controllo più efficace di quanto avviene sul territorio; il rafforzamento degli introiti finanziari grazie alle risorse proprie naturali (acqua, legno, pietra, natura, turismo); la valorizzazione e commercializzazione dei prodotti locali; il rilancio di un turismo di qualità improntato all’esperienza; il mantenimento di servizi di base quale la scuola; la digitalizazione quale supporto allo sviluppo e al vivere in Valle. Di questo mi sono occupato anche professionalmente con il progetto di rilancio della Valle Onsernone.

Per quanto riguarda più da vicino LOCARNO, non posso non segnalare che i sussidi cantonali per la rivitalizzazione degli edifici dismessi – introdotti su mia proposta – potrebbero sostenere in maniera determinate la riqualifica del comparto ex-Macello. Inoltre, visti anche i molti sfitti, ma anche le molte giovani famiglie che purtroppo lasciano la Città a causa della mancanza di alloggi adeguati alle loro esigenze, occorre attuare al più presto una politica demografica attiva – e insediativa – per attrarre a Locarno famiglie e contribuenti.     

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