Lavoro

Certo occorre garantire un corretto funzionamento del mercato del lavoro in modo che i residenti possano trovare un’occupazione adeguata alle proprie capacità, ma soprattutto dobbiamo tracciare una nuova linea di sviluppo economico su due livelli. Primo: puntando sulla formazione, l’innovazione e la ricerca; cercando di attirare le aziende che vogliamo con una politica di sviluppo territoriale attiva e senza dimenticare che la nostra forza è sempre stata quella di riuscire a parlare tra di noi e con gli altri. Secondo: valorizzando il nostro territorio e i suoi prodotti; attirando turisti e non allontanandoli strapazzando il paesaggio; liberando le strade dal traffico; concependo la cultura non come un peso, ma come motore di progresso civile ed economico. È il momento di scegliere se congelare il presente per rallentarne il deperimento tramite battaglie di retroguardia oppure se cercare di cucinare il futuro.

 

Dobbiamo elaborare un progetto per la promozione dell’imprenditorialità, non solo in ambito di sviluppo economico e marketing territoriale, ma soprattutto nelle scuole, nella pubblica amministrazione e nell’ambito delle misure per contrastare la disoccupazione.

 

Lanciamo un piano cantonale di attivazione degli edifici industriali dismessi, finanziando una persona che vada sul terreno e, coinvolgendo attori pubblici e privati interessati, rivitalizzi le oltre 1000 zone industriali oggi dismesse, anche tramite concorsi di progettazione con incentivi pianificatori a coloro (imprenditori, architetti e artigiani) che porteranno il progetto migliore. Il terreno potrà essere destinato a nuove attività industriali o economiche, ma anche ad altri scopi (scuole, teatri, abitazioni, parchi).

 

Un territorio che vuole essere attrattivo per cittadini, aziende, turisti e nuovi insediamenti deve essere connesso con reti di comunicazione ad altissima velocità: è questo un vantaggio competitivo rispetto ai Paesi che possono produrre a costi salariali inferiori. Occorre dunque garantire l’accessibilità veloce a internet fino all’ultimo Paese dentro una valle grazie alla fibra ottica, ma anche creare aree di wi-fi gratuito e degli spazi di co-working. In parallelo vanno sviluppate le tecnologie dell’informazione, stimolando delle start-up nel settore, e realizzate misure efficaci di protezione dei dati e di lotta alla criminalità informatica.

 

Dabbiamo favorire il telelevoro sia nel pubblico, attraverso un’analisi specifica delle funzioni dei suoi dipendenti e l’attuazione di uno specifico regolamento, sia nel privato, con la stesura di una convenzione tra padronato e sindacati. Gli effetti positivi sono molteplici: più autonomia, più motivazione, miglior rendimento, crescita della produttività, meno traffico, migliore conciliabilità tra vita professionale e vita familiare.

 

Anche l’impiego pubblico va valorizzato. La politica deve ribadire con forza che ha la sua dignità e soprattutto la sua nobiltà, quella che porta a lavorare al servizio del cittadino. Più concretamente: favorire sempre di più la mobilità interna e l’evoluzione di carriera; prendere degli accordi con altre amministrazioni cantonali per organizzare degli scambi temporanei e pensare a spazi di lavoro condivisi.

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