Lavoro

Il lavoro è il principale strumento di libertà e dignità; è la base di tutto e la politica deve favorirlo. Certo occorre garantire un corretto funzionamento del mercato del lavoro in modo che i residenti possano trovare un’occupazione adeguata alle proprie capacità, competenze e aspirazioni, ma soprattutto dobbiamo tracciare una nuova linea di sviluppo economico su due livelli. Primo: puntando sulla formazione, l’innovazione e la ricerca; cercando di attirare le aziende che vogliamo con una politica di sviluppo territoriale attiva e senza dimenticare che la nostra forza è sempre stata quella di riuscire a parlare tra di noi e con gli altri. Secondo: valorizzando il nostro territorio e i suoi prodotti; attirando turisti e non allontanandoli strapazzando il paesaggio; liberando le strade dal traffico; concependo la cultura non come un peso, ma come motore di progresso civile ed economico. È il momento di scegliere se congelare il presente per rallentarne il deperimento tramite battaglie di retroguardia oppure se cercare di cucinare il futuro. Io sono per questa seconda opzione. In politica, ma anche nel lavoro: per questo professionalmente mi occupo – fra le altre cose – di un progetto di sviluppo socio-economico della Valle Onsernone e, con la Ticino Film Commission, di consolidare il “fare cinema” locale e soprattutto attirare produzioni audiovisive nazionali e internazionali in Ticino per portare lavoro, spese e visibilità al nostro territorio.

Nella mia prima legislatura in Gran Consiglio (2015-2019) ho contribuito – tramite atti parlamentari, rapporti commissionali o il lavoro nella Sottocommissione lavoro del parlamento cantonale – in particolare a raggiungere i seguenti obiettivi:

  • nuove misure e risorse (3 milioni) per giovani in assistenza e disoccupati di lunga durata;
  • aumento controlli nel mercato del lavoro per evitare gli abusi;
  • rafforzamento rapporti tra aziende e URC;
  • introduzione nell’Amministrazione cantonale di misure per migliorare la conciliabilità lavoro e famiglia: sviluppo del telelavoro per 1 giorno la settimana; aumento del congedo paternità da 5 a 10 giorni; aumento dei congedi per malattia dei figli; abolizione del limite minimo dell’80% di occupazione per le funzione dirigenziali;
  • 10 milioni per la rivitalizzazione degli edifici dismessi per insediarvi nuove attività economiche, ma anche scuole, teatri, abitazioni, parchi.

Tanto resta però ancora da fare.

  • Promuoviamo il dialogo tra sindacati e datori di lavoro (partenariato sociale) e sosteniamo la responsabilità sociale delle imprese. Cerchiamo soluzioni differenziate piuttosto che imporre regole generali, ma pretendiamo un’etica del lavoro.
  • Favoriamo lo sviluppo di un’economia ad alto valore aggiunto, con una Legge per l’innovazione economica che metta al centro – come lo dice il nome – l‘innovazione. Lasciamo creare chi può creare, senza troppi vincoli, perché in un mondo in continua evoluzione chi sta fermo muore.
  • Dobbiamo elaborare un progetto per la promozione dell’imprenditorialità, non solo in ambito di sviluppo economico e marketing territoriale, ma soprattutto nelle scuole, nella pubblica amministrazione e nell’ambito delle misure per contrastare la disoccupazione.
  • Valorizziamo anche l’impiego pubblico. La politica deve ribadire con forza che ha la sua dignità e soprattutto la sua nobiltà, quella che porta a lavorare al servizio del cittadino. Più concretamente: favorire sempre di più la mobilità interna e l’evoluzione di carriera; prendere degli accordi con altre amministrazioni cantonali per organizzare degli scambi temporanei e pensare a spazi di lavoro condivisi.
  • Miglioriamo le infrastrutture. Un territorio che vuole essere attrattivo per cittadini, aziende, turisti e nuovi insediamenti deve essere connesso con reti di comunicazione ad altissima velocità: è questo un vantaggio competitivo rispetto ai Paesi che possono produrre a costi salariali inferiori. Occorre dunque garantire l’accessibilità veloce a internet fino all’ultimo Paese dentro una valle grazie alla fibra ottica, ma anche creare aree di wi-fi gratuito e degli spazi di co-working. In parallelo vanno sviluppate le tecnologie dell’informazione, stimolando delle start-up nel settore, e realizzate misure efficaci di protezione dei dati e di lotta alla criminalità informatica.
  • Miglioriamo in tutti i settori economici la conciliabilità tra vita professionale e vita familiare, adeguando il quadro normativo all’evoluzione della società e permettendo a tutte le mamme e a tutti i papà di continuare a lavorare, indipendentemente dal fatto che sia per necessità o per ambizione.
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