Scuola

Docenti motivati = scuola di qualità!

Oggi per moltissimi giovani è stato il primo giorno di scuola, il famoso primo lunedì: dalla scuola dell’infanzia al liceo, si tratta di un nuovo percorso, un nuovo viaggio in cui prende forma un rapporto stretto fra allievo e docente che va ben oltre la mera trasmissione del sapere. Se il ruolo dell’allievo vagamente lo conosciamo – tutti noi siamo stati a scuola – è più difficile immaginarsi quello del docente, anche perché si sente di tutto e di più sulla categoria, nel bene come nel male. Ascoltando i miei ex-colleghi di studi ora impegnati nell’insegnamento, però, deduco che sia un ruolo tutt’altro che scontato. Oggettivamente, gli oneri aumentano – sempre maggiori compiti e allungamento degli studi – mentre gli onori sprofondano: se un tempo ul sciur maestro era una sorta di istituzione vivente – il suo parere era autorevole e la saltuaria ramanzina era accompagnata da quella dei genitori – oggi sembra quasi che i docenti non solo siano tutti dei perfetti lazzaroni (fuchi, dice qualcuno), ma non possano nemmeno riprendere alcuni allievi senza scatenare l’ira dei genitori.

E se, come credo, una scuola di qualità è diretta conseguenza di un parco docenti motivato e di qualità, appare fondamentale sostenere, motivare e valorizzare tale categoria professionale. Come? Per alcuni tramite un aumento dei salari. Forse. Forse però anche attraverso lo scarico – tramite un accresciuto peso e ruolo delle direzioni – delle funzioni burocratiche e non legate all’insegnamento della materia, come anche all’introduzione di una cultura della formazione continua – magari tramite corsi organizzati dai docenti stessi e con riconoscimento finanziario o in termini di carriera per i partecipanti – o alla facilitazione di attività parallele di ricerca o divulgazione, le quali permetterebbe forse di accrescerne l’autorevolezza all’interno della società.

Il mio auspicio è infatti che i docenti riacquistino quel rispetto che meritano e che questi si dedichino anima e corpo al bene di ogni singolo giovane, trasmettendo l’importanza della corretta ortografia così come il rispetto per ogni compagno, insegnando i corretti calcoli da compiere e i valori che caratterizzano il nostro territorio: investiamo con intelligenza nell’intelligenza!

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2 Comments

  1. Caro Nicola, condivido il tuo scritto. Aggiungerei che una scuola di qualità la si raggiunge anche con una formazione di qualità dei docenti. Al DFA, purtroppo le cose non stanno andando molto bene, si stanno formando dei “piccoli scienziati”,figure che ormai pullulano in ogni dove.
    Basta poi con questo eccessivo protezionismo, sappiamo che ci sono molti ottimi e buoni docenti, ma, sappiamo anche che ce ne sono di quelli ascarsi, molto scarsi. Questi ultimi producono dei danni irreparabili!Questo é uno dei grandi mali della scuola. Ricordiamo tutti i nostri bravi insegnanti ma ci ricotdiasmo bene anche dei fannulloni e incompetenti che abbiamo incontrato. C0me mai gli ispettori non segnalano più docenti che non sono al loro posto? non si accorge più nessuno o sono scomparsi? I direttori difficilmente lo fanno, ormai sono diventati direttori amministrativi e non più pedagogici, lavorano rinchiusi nei loro uffici e non più o sempre meno, nei corridoi e nelle aule scolastiche.
    Un saluto e….a risentirci
    Franca

  2. Signor Nicola,

    lei ha perfettamente ragione nel dire che i docenti non vengono più rispettati come una volta!
    Il problema di fondo è che bisognerebbe cambiare certi genitori e non la scuola. E’ anche vero che i direttori delle scuole giocano un ruolo molto importante nella “conduzione” dei loro centri scolastici. Secondo me un buon direttore fa in modo che i docenti e la scuola vengano rispettati maggiormente!!!

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