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	<title>nicola pini &#187; prestiti</title>
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		<title>Finanziamento studi</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 23:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Assegni o prestiti di studio: cuore o testa? Nicola Pini, membro comitato direttivo Giovani liberali radicali svizzeri (GLRS) e presidente STOICA (Studenti Ticinesi Organizzati In Clima Amichevole) (pubblicato in Popolo e Libertà, 24.10.2008, p. 13) Assegni o prestiti di studio? La domanda è impegnativa perché oppone due parti di me: da una parte il cuore, il sentimento, [&#8230;]]]></description>
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<h1 style="text-align: center;"><span><strong><span style="color: #000080;">Assegni o prestiti di studio: cuore o testa?</span></strong></span></h1>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><strong> </strong><strong>Nicola Pini, <span style="font-weight: normal;">membro comitato direttivo Giovani liberali radicali svizzeri (GLRS) e presidente STOICA (Studenti Ticinesi Organizzati In Clima Amichevole)</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span>(pubblicato in <span><em>Popolo e Libertà</em></span><span>, 24.10.2008, p. 13)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong><span style="font-weight: normal;"><span>Assegni o prestiti di studio? La domanda è impegnativa perché oppone due parti di me: da una parte il cuore, il sentimento, che mi farebbe non solo dire, ma addirittura urlare, che le borse di studio costituiscono una delle conquiste – liberali! – più importanti per la democratizzazione degli studi e che dunque non devono in alcun modo essere messe in discussione; dall’altra la testa, la ragione, che mi farebbe propendere per un più razionale e paradossalmente più sociale “<em>meglio dei prestiti per tutti che un assegno per pochi</em></span><span>”. Soprattutto nel caso in cui il sistema dei prestiti di studio si avvicinasse al modello proposto da GLRS: un sistema basato su un risarcimento progressivo applicato al salario futuro – e non a quello di partenza – dello studente. In breve, si restituirebbe allo Stato una percentuale proporzionale al salario che si guadagnerà dopo gli studi: se con 160&#8217;000 franchi annui si rimborsa il 100% della somma ricevuta, sotto la soglia dei 70’000 non occorre risarcire nulla. Il dibattito è aperto, non solo dentro di me.</span></span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>La situazione ticinese, con il suo obbiettivo di risanare le finanze, spezza l’equilibrio e fa pendere l’ago della bilancia dalla parte del Consiglio di Stato: sostengo quindi la decisione dell’esecutivo cantonale di trasformare una parte degli assegni in prestiti di studio; una decisione certo sofferta, ma necessaria, come più volte ribadito dall’onorevole Gabriele Gendotti. <span>Si tratta, qui, di coerenza: non possiamo predicare costantemente la simmetria dei sacrifici per poi contestare ogni misura che ci colpisce, secondo quella che in politologia si chiama <em>sindrome del NIMBY</em></span><span>: </span><span lang="EN-GB"><em>not in my backyard</em></span><span>. Credo fermamente nell’importanza della formazione, dell’istruzione, della cultura e della conoscenza anche fine a sé stessa – la mia laurea in Storia lo dimostra – ma al tempo stesso sono convinto della necessità di sacrificarsi, a volte, per il bene comune: perché solo uno Stato con delle finanze sane potrà garantire con costanza e a lungo termine <em>una scuola di qualità per tutti</em></span><span>! </span></span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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