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	<title>nicola pini &#187; Intervista</title>
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		<title>Speciale Elezioni &#8211; La Regione del 26 marzo 2015</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2015 09:41:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Pini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni cantonali 2015]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Nicola Pini Candidato al Consiglio di Stato per il Plr 1 Si dice manchi oggi in Ticino una ‘cultura politica’. Condivide? La cultura politica non può scindersi dalla cultura democratica, la quale non può sopravvivere senza i partiti, che a loro volta non possono sopravvivere senza il coinvolgimento dei cittadini. Il pensiero liberale e democratico [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Nicola Pini</h1>
<h2>Candidato al Consiglio di Stato per il Plr</h2>
<p class="kicker"><strong>1 Si dice manchi oggi in Ticino una ‘cultura politica’. Condivide?</strong></p>
<p class="kicker"><em>La cultura politica non può scindersi dalla cultura democratica, la quale non può sopravvivere senza i partiti, che a loro volta non possono sopravvivere senza il coinvolgimento dei cittadini. Il pensiero liberale e democratico deve dunque tornare ad aprirsi e a riproporre con forza i suoi valori fondanti. E qui non penso solo a libertà, responsabilità, solidarietà e giustizia, ma soprattutto al gusto del dubbio e del dialogo, all’approfondimento, alla tolleranza e al rispetto, sia di chi la pensa diversamente sia delle istituzioni, alla collegialità, alla trasparenza, alla voglia di costruire. Solo così rimetteremo in sesto una democrazia purtroppo oggi malaticcia. </em></p>
<p class="kicker"><strong>2 Come giudica i rapporti fra Canton Ticino e resto della Confederazione?</strong></p>
<p class="kicker"><em>Buoni, ma da coltivare maggiormente. Da un lato la Confederazione fatica a capire alcune peculiarità del Ticino, dall’altro il Ticino tende a ricercare sempre delle scorciatoie. C’è chi dice che bisogna battere i pugni sul tavolo per farsi rispettare da Berna, come se l’arroganza pagasse. Io credo invece che dobbiamo presentarci a Berna con argomenti, proposte e persone credibili, magari anche con alleanze puntuali con altri Cantoni: solo così si è ascoltati a Berna. Ho già iniziato a lavorare in questo senso, incontrando consiglieri di Stato di altri Cantoni e portando in Ticino Pierre Maudet, che prima o poi vedremo in Consiglio federale. Tornare a un’empatia vitale è la strada, senza accuse velate e piagnistei.</em></p>
<p class="kicker"><strong>3 Ticinesi vittime o autolesionisti?</strong></p>
<p class="kicker"><em>Il ticinese, dopo un passato di coraggio e senso dello Stato, sta vivendo una crisi di ﬁducia – in se stesso e negli altri – a causa delle false identità, delle denunce strumentali e delle promesse da marinaio portate avanti dall’antipolitica. Si tende così al disfattismo e all’aggressività di chi crede che siano sempre gli altri a doverci salvare la vita (lo Stato) o che siano altri che ce la avvelenano (gli stranieri, l’Europa). Mai come oggi, però, abbiamo la necessità di prendere in mano il nostro futuro, senza paura di rimetterci in discussione: ﬁnite le rendite di posizione in ambito economico, ﬁnanziario e turistico, sta a noi decidere che Ticino vogliamo. Io lo voglio libero, ottimista, orientato al futuro, aperto e competitivo. </em></p>
<p class="kicker"><strong>4 Come si conserva l’autonomia cantonale? Cosa non funziona oggi nel federalismo?</strong></p>
<p class="kicker"><em>Il federalismo è basato su chiari compiti delegati ai Cantoni, che hanno un propositivo margine di decisione. Sempre più, la Confederazione tende a occupare mansioni che prima non le competevano, col risultato di applicare soluzioni che vanno bene a Zurigo ma non sono altrettanto valide in Ticino o nel Giura. Dall’attenzione a tutte le diversità, ora il federalismo tende a omologare, il che è negativo. Credo nel principio della sussidiarietà, inteso come lo svolgere il compito al livello istituzionale più funzionale e prossimo al cittadino: e questo non solo tra Confederazione e Cantoni, ma anche tra Cantoni e Comuni. </em></p>
<p class="kicker"><strong>5 Favorevole o contrario agli Accordi bilaterali con l’Ue?</strong></p>
<p class="kicker"><em>Favorevole. Che poi si possano sistemare alcuni aspetti è chiaro: come in ogni rapporto con gli altri, ogni giorno è buono per migliorare. Dobbiamo combattere l’effetto sostitutivo, il dumping salariale e il trafﬁco parassitario là dove ci sono, ma non possiamo fare a meno degli Accordi bilaterali. Anche se impopolare, occorre ribadire che in Ticino la disoccupazione sì aumenta, ma meno rispetto a chi ci circonda; che sì dal 2008 i frontalieri sono aumentati di 18’000, ma che i posti di lavoro in più sono stati 28’000 (10’000 sono dunque andati a residenti); inﬁne che il salario mediano dal 2002 è aumentato di 700 franchi. Chi dice che queste sono cose scontate imbroglia i cittadini e mette a repentaglio il futuro del nostro Paese. </em></p>
<p class="kicker"><strong>6 Valore aggiunto. Ci faccia un esempio.</strong></p>
<p class="kicker"><em>Abbiamo diverse aziende nell’ambito dell’elettronica e della meccanica, come nel life sciences e nel biomedicale. Dobbiamo poter attirare e creare quelle aziende innovative che sapranno rilanciare la nostra economia uscendo da quella prigione in cui si è rinchiusa dove il solo “valore aggiunto” sembra essere la manodopera a basso costo. Ma non è facile, perché non c’è la coda di imprese virtuose e le idee geniali non cadono dagli alberi: per questo dobbiamo continuare a investire massicciamente nella formazione, nella ricerca e nelle start-up.</em></p>
<p class="kicker"><strong>7 Più o meno prestazioni dello Stato e perché?  </strong></p>
<p class="kicker"><em>Non è questione di più o meno, ma di come e quando. Lo Stato deve investire in salute e istruzione, ricerca e innovazione, cultura e lavoro, senza togliere nemmeno un franco, anzi aggiungendone. Invece di sparpagliare contributi a tutti, anche a chi non ne ha (più) bisogno, lo Stato deve fornire aiuti mirati e al contempo favorire la creazione di posti di lavoro con l’intento di appianare le diseguaglianze sociali.</em></p>
<p class="kicker"><a href="http://www.nicolapini.ch/wp-content/uploads/2015/03/lareg-_main_-2015-03-26-004.pdf">Vai all&#8217;articolo originale</a></p>
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		<title>«Le incoerenze della Lega sono note»</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2015 19:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Pini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni 2015]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[PLR]]></category>

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		<description><![CDATA[Nicola Pini, quali sono le tre priorità per la prossima legislatura? «Lavoro, territorio e formazione. Ma la vera priorità è unire questi tre temi per andare oltre le politiche dipartimentali. Un esempio concreto? Vedrei bene un piano cantonale per riattivare gli oltre 1.000 stabilimenti industriali dismessi in Ticino». Come sta il suo PLR? «Vedo un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="articlePlainText"><strong>Nicola Pini, quali sono le tre priorità per la prossima legislatura?</strong></div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText">«Lavoro, territorio e formazione. Ma la vera priorità è unire questi tre temi per andare oltre le politiche dipartimentali. Un esempio concreto? Vedrei bene un piano cantonale per riattivare gli oltre 1.000 stabilimenti industriali dismessi in Ticino».</div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText"><strong>Come sta il suo PLR?</strong></div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText">«Vedo un partito che ha voglia di riscatto e di riscossa. Che ha voglia di rinnovamento e di guardare avanti. È positivo, tre anni fa non avevo queste sensazioni».</div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText"><strong>Ma le correnti, liberale e radicale, nel PLR sono ancora una realtà?</strong></div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText">«Siamo e vogliamo essere un partito grande, composto da più sensibilità. Questa è la nostra forza. Non bisogna confondere i personalismi con un confronto sano. L’unità non è un obiettivo, ma uno strumento per essere propositivi».</div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText"><strong>Quando Jacques Ducry ha lasciato il PLR abbracciando il PS si è sentito in dovere di scrivere una lettera aperta a Rocco Cattaneo. Ma lei è vicepresidente, perché non parlarne a quattrocchi?</strong></div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText">«Il partito ha eletto Rocco presidente con 11 voti più di me. Il congresso era spaccato in due. Io mi sono messo a disposizione da vicepresidente lavorando con lui, dando il massimo e manifestando le mie critiche sempre all’interno dell’Ufficio presidenziale. In quel momento occorreva però dare un segnale chiaro al partito, per dire che in questo PLR c’è spazio anche per una sensibilità progressista. Il mio era un segnale per il partito, non contro il presidente. E lui lo ha capito».</div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText"><strong>Nei suoi discorsi da candidato ha anche ringraziato sua moglie. Si ispira per caso ad Obama?</strong></div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText">«Ma no. Angela è importante, mi confronto con lei e insieme affrontiamo le difficoltà della vita. Siamo complici e affiatati. Ogni tanto un grazie glielo voglio dire».</div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText"><strong>Cosa è cambiato nella lista dall’addio di Antonini all’arrivo di Bertini?</strong></div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText">«L’arrivo di Michele ha un po’ rilanciato l’entusiasmo dopo un mese difficile, quello dell’interregno di dicembre-gennaio che aveva disorientato l’elettorato. La nostra campagna è partita troppo presto».</div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText"><strong>Dica la verità: il ticket Bertini-Vitta l’ha infastidita?</strong></div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText">«Non mi ha infastidito. È stata una leggerezza. Per vincere occorre proporre all’elettorato più scelte possibili. Questi ticket sono in contrasto con lo spirito di rinnovamento, sono un po’ da tavolo di sasso».</div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText"><strong>Quelle tensioni sono ormai superate?</strong></div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText">«Ci siamo trovati e ne abbiamo parlato. È un capitolo superato».</div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText"><strong>Veniamo al vostro avversario, la Lega: come superarlo, come convincere gli elettori a votarvi?</strong></div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText">«Dobbiamo dire cosa vogliamo fare. Credo che le incoerenze e le promesse non mantenute siano percepite dalla popolazione. Tocca a noi, ora, tornare a convincere: la vera alternativa siamo noi».</div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText"><strong>A suo avviso è vero che i due consiglieri di Stato della Lega hanno fatto poco in questi quattro anni?</strong></div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText">«Non hanno fatto quello per cui una buona fetta d’elettorato li ha votati».</div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText"><strong>Lei ha iniziato la legislatura da collaboratore personale di Laura Sadis e la chiude da candidato al Governo. Ha qualcosa da rimproverare all’azione politica del vostro consigliere di Stato?</strong></div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText">«I quattro anni passati al suo fianco sono stati molto importanti, una scuola politica di altissimo livello. Laura ha lavorato tanto e bene e condotto in porto riforme importanti: il freno ai disavanzi, la legge sul turismo, il risanamento della cassa pensioni, un nuovo modello di sviluppo economico. Forse avrebbe dovuto vendere meglio queste sue vittorie. Ma lei lavora e rifugge le luci della ribalta».</div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText"><strong>Nell’ultima settimana ci sono state forti tensioni nel mondo del lavoro per la decurtazione dei salari dei frontalieri. Giustificata o no questa mossa?</strong></div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText">«Tagliare in maniera unilaterale gli stipendi non è una soluzione. Non si deve creare dumping salariale. Occorre concordare le misure anche per mantenere la pace sociale, un concetto fondamentale».</div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText"><strong>I sindacati sono sulle barricate. Stanno esagerando?</strong></div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText">«Vedo esagerazioni da parte dei sindacati, ma anche di taluni imprenditori che vogliono ridurre del 26% i salari. Le rendite di posizione sono esaurite, serve un patto di Paese per uscire da questa situazione pericolosa. Ovviamente la soluzione non può essere lo status quo, le condizioni sono cambiate, le aziende e i lavoratori devono cambiare».</div>
<div class="articlePlainText"></div>
<div class="articlePlainText">Intervista di Gianni Righinetti, Corriere del Ticino, 27 febbraio 2015 (<a href="http://www.nicolapini.ch/wp-content/uploads/2015/03/Copia-di-CDT_corrieredelticino_20150227_13.pdf" target="_blank">articolo originale</a>)</div>
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		<title>Idee e positività</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2014 15:14:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Leggi l&#8217;intervista a tutto campo su Opinione liberale di oggi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.nicolapini.ch/wp-content/uploads/2014/09/intervista-OL.pdf">Leggi l&#8217;intervista a tutto campo su Opinione liberale di oggi</a></p>
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		<title>Intervista</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 19:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[candidato]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio nazionale]]></category>
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		<category><![CDATA[La Regione]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggi l&#8217;intervista de La Regione Ticino 1)  Il Ticino è dimenticato da Berna? Sì, no e perché? Non per forza: dobbiamo mostrare maggiore competenza, compattezza e credibilità. 2)  La Svizzera deve continuare sulla via dei bilaterali? Si, sono necessari e vanno sostenuti tramite un rafforzamento delle misure d’accompagnamento a tutela dei lavoratori. 3) Condivide il blocco [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"><strong>Leggi l&#8217;intervista de La Regione Ticino</strong></span></h1>
<p style="text-align: justify;">1)  Il Ticino è dimenticato da Berna? Sì, no e perché? <strong>Non per forza: dobbiamo mostrare maggiore competenza, compattezza e credibilità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">2)  La Svizzera deve continuare sulla via dei bilaterali?<strong> Si, sono necessari e vanno sostenuti tramite un rafforzamento delle misure d’accompagnamento a tutela dei lavoratori.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">3) Condivide il blocco dei ristorni dei lavoratori frontalieri deciso dal Consiglio di Stato? <strong>No, non era necessario: infatti non è servito a nulla.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">4) È favorevole al raddoppio della galleria stradale del Gottardo? <strong>Si, per migliorare la sicurezza ed evitare l’isolamento occorrono due tubi monodirezionali (senza aumento di capacità).</strong></p>
<p style="text-align: justify;">5) La Svizzera può fare a meno dell’energia nucleare? <strong>Si, dobbiamo puntare sulle energie rinnovabili (in particolare l’acqua) e sul risparmio energetico.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">6) Il costo dell’assicurazione malattia preoccupa gli svizzeri. Una cassa malati unica e pubblica è la soluzione? <strong>Può concorrere a una razionalizzazione del sistema sanitario.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">7) I partiti devono far conoscere bilanci e provenienza delle entrate? <strong>Si: maggior trasparenza equivale a maggior credibilità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">8 ) Fa discutere da tempo il peso delle lobby nella politica federale. Lei ha una o più lobby di riferimento? <strong>Ma le pare che possa avere una lobby? No, non rappresento alcuna lobby</strong></p>
<p style="text-align: justify;">9) Chi paga e quanto costa la sua campagna? <strong>Pago di tasca mia: spenderò circa 10’000 Franchi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">10)Se eletto/eletta quale sarebbe la prima proposta concreta che farebbe? <strong>Una sessione parlamentare in Ticino, come alcuni anni fa: fu un’ottima esperienza. I politici devono conoscere meglio il Ticino.</strong></p>
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