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	<title>nicola pini &#187; canapa</title>
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		<title>Depenalizzazione Canapa</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 08:29:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[canapa]]></category>
		<category><![CDATA[depenalizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[L’erba di Grace o la “coca” di Giuliano? Nicola Pini, vicepresidente GLRT e membro comitato direttivo GLRS ; Stefano Steiger, presidente GLR Locarnese e Vallemaggia (pubblicato in Corriere del Ticino, Opinione Liberale, 21.11.2008) “L’erba di Grace” è una piacevole commedia ambientata nelle lontane terre della Cornovaglia. Le peripezie della protagonista del film, un’anziana signora, prendono inizio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<h1 style="text-align: center;"><span lang="IT"><strong><em><span style="color: #000080;">L’erba di Grace </span></em></strong></span><span lang="IT"><strong><span style="color: #000080;">o la “coca” di Giuliano?</span></strong></span></h1>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: 'Courier New'; line-height: 18px; white-space: pre;"><span lang="IT"><span style="font-family: 'Lucida Grande'; line-height: 19px; white-space: normal;"><strong>Nicola Pini</strong></span></span><span lang="IT"><span style="font-family: 'Lucida Grande'; line-height: 19px; white-space: normal;">, vicepresidente GLRT e membro comitato direttivo GLRS ; <span style="font-family: 'Courier New'; line-height: 18px; white-space: pre;"><span lang="IT"><span style="font-family: 'Lucida Grande'; line-height: 19px; white-space: normal;"><strong>Stefano Steiger</strong></span></span><span lang="IT"><span style="font-family: 'Lucida Grande'; line-height: 19px; white-space: normal;">, presidente GLR Locarnese e Vallemaggia</span></span></span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center">(pubblicato in <em>Corriere del Ticino,</em> <em>Opinione Liberale</em><span>, 21.11.2008)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="IT"><span lang="IT"><em>“L’erba di Grace”</em></span><span lang="IT"> è una piacevole commedia ambientata nelle lontane terre della Cornovaglia. Le peripezie della protagonista del film, un’anziana signora, prendono inizio alla morte del marito: senza il becco di un quattrino e sommersa dai debiti, la donna deve trovare una via d’uscita per salvare baracca e burattini. È il suo giardiniere a suggerirle – più o meno velatamente – la soluzione, chiedendole di occuparsi di alcune piantine, quelle piantine, nascoste nei pressi della Chiesa del villaggio: nasce così una vera e propria coltivazione di marijuana che porterà i protagonisti ad imbattersi in strane ed esilaranti avventure che si risolveranno nel più inatteso degli <em>happy end</em></span><span lang="IT">.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Non appaiono però tanto lontane le terre della Cornovaglia se, con un pizzico di memoria, si paragona la situazione in cui incappa la simpatica vecchina a quella cantonal ticinese precedente l’avvio delle inchieste indoor nel 2003. Difatti – e non sono certo due baldi giovani a dirlo, ma la nostra massima istanza giudiziaria, solitamente posata e prudente – allora regnava in Ticino un certo disorientamento nella società sulla questione della canapa, tanto da aver facilitato l’incunearsi durevole e diffuso di condotte illecite che una coerente politica della droga avrebbe invece dovuto bloccare sul nascere (DTF 6S.56/2006). Ovvero, detto in soldoni, il completo lassismo dell’autorità sulla questione canapa aveva prodotto il proliferare incontrollato di canapai, presenti ovunque – per rimanere in ambito botanico – come il prezzemolo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="IT">Ma dagli errori del passato non sempre si vuole imparare: purtroppo da un’incoerente politica della canapa non si è passati ad una politica ragionevole, ma alla più classica ed inutile repressione, paragonabile per intransigenza e inefficacia al proibizionismo stelle e strisce di inizio secolo. Come rettamente sottolineato dal criminologo Michel Venturelli, sono molti gli effetti negativi delle inchieste indoor: nel “dopo Perugini”, infatti, la canapa è finita sul mercato nero, mescolandosi ad altre sostanze, facendosi più rara e più cara, mentre la cocaina, sempre più democratica, si è fissata ai minimi storici di CHF 20.&#8211; per dose, vale a dire il 10% di quello che era il prezzo ordinario (CHF 200.&#8211;). In altre parole, la caccia alle streghe attuata nei confronti della canapa ha incentivato l’uso della cocaina fra i più giovani, sostanza dagli effetti devastanti. Insomma, “piantiamola” di sparare sui passeri con l’artiglieria e affrontiamo la canapa per quello che è, una sostanza non certo più pericolosa di alcol o tabacco.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span lang="IT">Ecco perché, dunque, sosteniamo Ignazio Cassis, consigliere nazionale PLR e già medico cantonale, nel suo impegno a favore della depenalizzazione della canapa. Bisogna infatti avere il coraggio per cambiare paradigma, regolamentando il mercato – producendo così più ordine e sicurezza – e accentuando maggiormente la prevenzione e la consulenza anziché la repressione, così come sostenuto dalla Commissione federale per le questioni relative alla droga. Il mondo reale impone una scelta: noi preferiamo l’erba di Grace alla “coca” di Giuliano!</span></p>
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