Formazione – Cultura

Apriamo le biblioteche!

(pubblicato su La Regione, 1 settembre 2011)

Anche se l’occasione è ghiotta per tornare per qualche settimana in Ticino a incontrare gli “amici di sempre”, per gli studenti universitari il periodo estivo non combacia necessariamente con quello delle vacanze, non solo per le variabili meteorologiche che – esclusi gli ultimi giorni! – quest’anno hanno parzialmente gelato i bollori estivi dei ticinesi, ma anche perché la maggior parte di loro deve lavorare alla tesi o più generalmente preparare la sessione di esami di settembre, che la riforma di Bologna ha anticipato di qualche settimana. Per loro – ma anche per i docenti, che possono utilizzare il periodo estivo per il necessario aggiornamento o approfondimento – risulta indispensabile avere a disposizione uno spazio di ricerca e di lavoro adeguato, quali sono evidentemente le biblioteche cantonali. Discorso analogo per appassionati di lettura e di attualità, i quali possono fortunatamente usufruire nelle varie sale di lettura di complete e interessanti opere di consultazione, siano esse libri, riviste o giornali.

Attualmente, però, gli orari di apertura delle biblioteche presentano qualche falla: se il fatto che di domenica nessun istituto bibliotecario sia aperto può essere comprensibile (anche se, forse…), risulta sicuramente più sconveniente che altrettanto avvenga il sabato pomeriggio (è il caso di Bellinzona e Locarno), il lunedì – San lavurin! – tutto il giorno a Locarno, quasi tutto il giorno a Bellinzona (la cui apertura è limitata alla sera, tra le 17.00 e le 21.00) e il mattino (come anche il martedì) a Mendrisio. Certo, la Biblioteca cantonale di Lugano è accessibile sia al sabato che al lunedì, ma la trasferta non è sempre la soluzione ottimale. Scomoda e interminabile – 12.30-14.30 – è inoltre la pausa alla quale obbliga la biblioteca di Locarno: se d’estate una passeggiata o un tuffo permettono di ricaricare il serbatoio, cosa fare nei gelidi inverni locarnesi?

Certo, non si tratta di un problema paragonabile all’esplosione dei costi della salute, ma perché non pensare a una leggera estensione degli orari di apertura delle biblioteche cantonali – eventualmente anche mantenendo chiuso il servizio prestiti – in modo da migliorare sensibilmente l’offerta culturale permettendo un accesso continuo a esigenze di cultura generale, d’informazione, di luogo dedicato allo studio e – perché no? – creando qualche posto di stage per giovani studenti delle scuole medie superiori e fornendo un ulteriore prezioso luogo d’incontro per i giovani?

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Posted in Politica.

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