Scontri a Londra – siamo al riparo?

La bufera sembra momentaneamente essersi placata in Gran Bretegna, ma non v’è da cantar vittoria. Nella metropoli londinese, al di là di alcuni fomentatori e di criminali che si dilettano con la violenza gratuita, c’è uno spicchio della società che fa capo alle manifestazioni violente non per effettuare una protesta politica (sia essa volta all’ampliamento dei diritti democratici o di reazione ai provvedimenti di austerity per il settore pubblico), ma per esprimere la propria emarginazione dalla società, il proprio disagio sociale, la propria frustrazione identitaria. Questi episodi, che vanno sempre e comunque condannati con fermo vigore, devono però far riflettere, in quanto trovano terreno fertile soprattutto nel momento in cui una società non è più in grado di garantire quel collante sociale, la coesione, necessario per mantenere la pace sociale. In Svizzera, per fortuna, questo senso di appartenenza alla società, alle istituzioni e al territorio – unitamente a un relativo livellamento della ricchezza e a un alto livello di mobilità sociale – ci mette al riparo da questo tipo di esasperazione della violenza, ma occorre garantire a tutti le pari opportunità di partenza e soprattutto occorre vigilare affinché anche alle nostre latitudini non si formi una società di serie A e una di serie B, perché ogni uomo dimenticato è potenzialmente un uomo pericoloso.

Drammatica la foto che ritrae una donna che si lancia da un edificio in fiamme (fonte: Amy Weston, agenzia Wenn, ripresa dai principali quotidiani inglesi).

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2 Comments

  1. Non facciamoci illusioni: di fatto, anche in Svizzera, gli strati sociali A e B esitono già, sia pure in modo subdolo

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