Aspettateci fuori, ma sempre!

Durante l’ultima seduta di Gran Consiglio, quando in discussione vi era l’istituzione della Commissione parlamentare d’inchiesta relativa al discusso caso Argo1, un folto gruppo di cittadini si è presentato per qualche decina di minuti sulle tribune dell’aula parlamentare armato di una serie di cartelloni raffiguranti dei grandi occhi. Il messaggio era chiaro: vi osserviamo. Altrettanto chiaro il titolo della manifestazione: Vi aspettiamo fuori. Non ho né condiviso né condannato l’iniziativa perché non ho nessun problema nell’essere osservato nella mia azione politica. Anzi: credo sia – e debba essere – la regola. Sostengo fortemente il principio dell’accountability, splendido termine e concetto anglosassone che esprime il dovere di spiegare cosa è stato fatto da parte dell’eletto e il diritto di premiare o sanzionare da parte dell’elettore (in italiano lo tradurremmo con rendere conto). In molti paesi del mondo, per dare un segnale di trasparenza, si è ricorsi a soluzioni architettoniche esemplari o accattivanti come le finestre a forma di uomo del parlamento scozzese o la cupola di vetro del Reichstag in Germania. In Ticino, al di là delle vetrate e del libero accesso delle tribune a Palazzo delle Orsoline, gli strumenti per garantire la completa trasparenza del lavoro del Gran Consiglio fortunatamente non mancano: non solo le sedute sono pubbliche e trasmesse in diretta sul sito del Cantone, ma lì è reperibile tutta la documentazione su ogni trattanda per una verifica prima dei dibattiti ma anche a posteriori, valutando presenze e assenze, dichiarazioni, voti favorevoli e contrari di ogni singolo Deputato. Io mi impegno in questo senso: nel mio piccolo – sul mio sito, sui social e anche sfruttando la Tribuna del Gran Consiglio su Opinione liberale, nella quale stilo un bilancio della mia attività parlamentare – cerco proprio di rendere conto del mio lavoro in Commissione e in Gran Consiglio.

Benvenuti quindi i cittadini alle tribune, fisiche o virtuali! Ma dagli stessi cittadini – in particolare quelli accorsi lunedì scorso – pretendo però che si impegnino a seguirci sempre e non solo quando sentono l’odore del sangue, dello scandalo, dell’inquisizione (in questo caso sicuramente non santa). Mi è dunque dispiaciuto – votata la Commissione e superate le 19.00 – vederli partire velocemente con i loro occhi giganti (alcuni gettati un po’ poco elegantemente in sala durante i lavori), invece di marcare presenza anche nell’ora successiva, quando abbiamo affrontato temi forse meno roboanti e spettacolari, ma altrettanto importanti. Ad esempio 5 milioni di opere di canalizzazione e di depurazione delle acque luride a favore di 40 Comuni (dal 1974 al 2016 sono stati stanziati ben 336 milioni di franchi corrispondenti a un volume d’investimento di quasi 1.2 miliardi per la realizzazione di opere di smaltimento delle acque!). O ancora un progetto integrale nel comprensorio boschivo del bacino del fiume Cassarate (368 ettari) con lo stanziamento di un credito di altri 5 milioni, per una spesa complessiva cantonale e federale di quasi 8 milioni (periodo 2018-2032). O ancora il risanamento della rete stradale d’interesse agricolo nel Comune di Acquarossa con la concessione di un credito di oltre 1.5 milioni quale contributo per i lavori. E non è un caso che in due oggetti su tre, a fungere da relatori, siano dei deputati liberali radicali, Fabio Schnellmann e Giorgio Pellanda. Ribadiamolo: la parte più importante della politica – e quella che mi piace di più – è quella che si vede di meno e che da più risultati. PLR: Passione, Lavoro, Risultati. Risultati che purtroppo non sempre interessano quanto meritano, perché ad attirare l’attenzione – anche dei media, purtroppo – sono gli scontri in aula, non quando si arriva in plenum con un rapporto unico, sottoscritto da tutti o quasi e frutto di un lavoro di approfondimento e condivisione ben fatto. Io ci sto quindi, care Cittadine e cari Cittadini, osservateci e aspettateci fuori, ma fatelo sempre.

* Editoriale apparso oggi su Opinione liberale

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