Baco

Addio Baco

Caro Baco,

solo qualche giorno fa ci stavi dicendo ciao, per l’ultima volta, nella tua cucina. Da uomo libero quale eri non hai mai raccontato frottole per far star meglio qualcuno, e con la tua schiettezza quasi brutale anche questa volta sei stato coerente, avvisandoci che stava arrivando la fine, quella vera. In cuor nostro non ci volevamo credere, sapendoti un lottatore, un uomo forte e coraggioso, aggrappato alla vita, agli amici e alla famiglia. Ma tu ci stavi dicendo ciao per davvero, debole e affaticato come purtroppo ti vedevamo da tempo.

Eppure, all’improvviso, è bastata una frase, “E le due donne appena elette in Consiglio federale?”: ti sei illuminato a parlare del presente e del futuro, chiedendoci e chiedendoti quale sarebbe stata l’evoluzione di una democrazia che vedevi particolarmente in difficoltà, ma a cui tenevi troppo per abbandonarti al pessimismo. Non avevi risposte; non le avevamo e non le abbiamo ancora; ma come sempre offrivi una lettura lucida e profonda della realtà e soprattutto ponevi le domande giuste, come facevi da giornalista, un giornalista al servizio (pubblico) di quella democrazia (nel senso più alto e nobile del termine) a cui hai dedicato la tua vita: in primis appunto da giornalista impegnato non solo a riferire, ma soprattutto a capire, approfondire, spiegare, contestualizzare, commentare, stimolare; ma anche da giurista nell’Amministrazione federale; nelle Associazioni che animavi con il tuo modo di essere, l’Associazione Svizzera-Cuba, la CORSI, il Soccorso Operaio; da collaboratore di Laura Sadis ai vertici delle Istituzioni cantonali: un lavoro che hai svolto con passione, rigore, grande umanità e irremovibile senso etico. “Stiamo lavorando per la gente”, mi dicevi spesso quando avevamo qualche dubbio o eravamo stanchi. Baco, è stato un onore, per me e per noi, lavorare al tuo fianco.

Vedendoti così acceso, in quella cucina, rivedere quel guizzo nei tuoi occhi e sapere che fino alla fine hai conservato quello spirito critico e battagliero, nonostante il dolore e la consapevolezza dell’avanzare della malattia, hanno dimostrato una volta di più che grande uomo fossi. Eri sempre tu, fino alla fine, con coerenza; quello che ha chiuso un servizio al telegiornale – mi sembra sulle proteste per lo scandalo delle schedature – con un perentorio “oggi ha vinto il fascismo”; quello che condannava l’autoreferenzialità ticinese e predicava la necessità dell’apertura; quello che ribadiva – fino al litigio – che esser colto è l’unico modo per essere libero, che a Cuba sanno leggere tutti e che i medici cubani sono in tutto il mondo. Quello che ricordava sempre la parte della costituzione in cui si dice che la forza di un popolo si commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri. Quello che al mattino leggeva tutti i giornali per fare la rassegna stampa e chiudeva la giornata di lavoro con una Christal allo Zoccolino. Sempre che non giocasse l’Ambri, perché allora ti fiondavi alla Valascia, rigorosamente senza giacca (e non ho mai capito il perché).

Avevamo circa quarant’anni di differenza, eppure eri uno dei miei migliori amici. Lo eri diventato in tutte le sfaccettature della vita: nella serietà del lavoro, nella passione della politica, nel ridere del Carnevale, perfino nello scoprire di Cuba. Mai la differenza di età si è fatta sentire, complici la curiosità e il vero progressismo che ti animavano. Non hai mai scelto di appoggiarti all’anagrafe o alla tua notorietà per guadagnare in autorevolezza. Difficilmente ti lanciavi in aneddoti autoreferenziali, ai quali ricorrevi solo se finalizzati al discorso che stavi sviluppando. Mai hai lasciato presagire, con me e con altri, il benché minimo segno di superiorità o supponenza. Eri così, semplicemente, Baco, capace di dialogare con tutti, dando dignità a ogni sguardo, in modo ordinario. Anche se di fatto tu eri straordinarioper intelligenza, capacità di analisi e di sintesi; straordinario per la coerenza con la quale applicavi ogni giorno i tuoi principi, come quelli di libertà, equità e giustizia; principi ai quali mai derogavi, neanche nei momenti di stress, né di fronte all’autorità, men che meno quando era comodo farlo.

Tra i tuoi valori cardine vi era sicuramente quello della solidarietà, che al di là dei discorsi declinavi in una generosità quotidiana, materiale quanto intellettuale. La porta di casa tua era sempre aperta per un amico. Mai hai negato un consiglio, mai hai tenuto per te una conoscenza o un pensiero. Mai hai lesinato una pacca sulla spalla, ma anche una critica o un rimprovero (e tutti noi sappiamo quanto potessi essere duro, durissimo, anche se mai distruttivo, mai cattivo, mai banale). Forse per questo per me e per tanti di noi, Baco, sei stato un punto di riferimento; e punto di riferimento continuerai ad essere per ciò che ci hai lasciato grazie a questa tua generosità.

Non me lo hai mai detto direttamente, ma fra le righe del tuo dire e del tuo agire lo leggevo spesso: per te il valore di una persona non si misura con i soldi che guadagna o con gli applausi che riceve, ma per ciò che riesce a fare per gli altri: e tu, caro Baco, hai toccato tante vite lasciandoci tantissimo. Per questo ti saremo per sempre grati; e sempre ti ricorderemo.

Addio Baco, ti voglio bene, sei una delle persone migliori che ho avuto modo di conoscere. Hasta siempre Comandante. Anche se già ti immagino dire “te se po stai un po’ banal, Pini”.

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Gran Consiglio Intervento

Intervento odierno in Gran Consiglio – Collegamento veloce per il Locarnese

Signor Presidente,

Onorevole Consigliere di Stato,

Colleghe e Colleghi Deputati,

 è per me un piacere e un onore potervi riferire di un rapporto che ha raccolto il sostegno unanime della Commissione della gestione e delle finanze. Una condivisione significativa che riafferma una volta di più

  • sia la necessità e l’urgenza del collegamento veloce Locarno-Bellinzona,
  • sia la generale volontà politica di realizzarlo, che speriamo permetterà di portare a termine – nella piena soddisfazione di tutti – un lungo iter procedurale e democratico, che a onor del vero è ancora tortuoso, complesso e irto di ostacoli, ma lungo il quale dobbiamo procedere uniti e determinati.

La Commissione della Gestione e delle Finanze condivide quindi la scelta del Consiglio di Stato di dare seguito alla richiesta, formulata da più parti, di intraprendere uno sforzo di progettazione con l’intento di aumentare le possibilità e le premesse per la realizzazione del collegamento stradale a2-a13.

  • Penso alla lettera della Commissione intercomunale dei trasporti del Locarnese e dell’Ente regionale di sviluppo del Locarnese;
  • penso all’adesione di tutti i Comuni della Regione Locarnese e Valli a tale richiesta;
  • penso al sostegno della Commissione dei Trasporti del Bellinzonese, perché è della mobilità del Sopraceneri – e non solo quella del Locarnese – di cui si parla;
  • penso infine alla mozione di Marco Passalia e cofirmatari « Il Consiglio di Stato anticipi i lavori di progettazione del collegamento autostradale sul Piano di Magadino» del 23 marzo 2015. Mozione stranamente non citata nel Messaggio governativo.

Vista non solo la delicatezza e importanza del dossier, che ormai si protrae da anni, ma soprattutto l’ingente somma che, in un periodo non certo facile per le finanze cantonali, andiamo oggi a investire, la Commissione ha ritenuto opportuno svolgere alcuni approfondimenti. E ci mancherebbe altro. Con i soldi dei contribuenti non si scherza; anche per le misure che migliorano sostanzialmente la viabilità del nostro territorio; anche per le infrastrutture di cui più necessitiamo; anche per le politiche e i progetti che più ci stanno a cuore.

Un primo elemento di approfondimento per la Commissione è stato quello del coinvolgimento effettivo nell’elaborazione del progetto dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) e degli enti locali interessati, le cui partecipazioni costituiscono delle importanti garanzie a sostegno della realizzazione del progetto.

Un secondo elemento di approfondimento è invece legato alle reali possibilità di ottenere il finanziamento dell’opera da parte della Confederazione: in primis l’integrazione del collegamento A2-A13 e altri 400 km circa nella rete strade nazionali; inserimento attualmente in discussione al Consiglio degli Stati.

Una condizione sempre più vicina – è di venerdì la proposta della Commissione dei trasporti della Camera Alta di finanziare il decreto sulla rete stradale per mezzo di un aumento dal 50 al 55% (poi 60%) della quota a destinazione vincolata dell’imposta sugli oli minerali – ma per nulla scontata, tra votazioni parlamentari e popolari. Un’incertezza di cui bisogna tener conto, come occorre tener conto del fatto che sostenere a livello cantonale un tale investimento sarebbe impossibile e, di conseguenza, vista anche l’urgenza, è necessario farsi trovare pronti e in prima fila con un progetto definitivo se e quando sarà decretata la competenza nazionale della tratta.

Un terzo elemento di approfondimento per la Commissione è stato quello della scelta della variante da parte di Dipartimento del Territorio e USTRA; scelta caduta sulla variante 6a, la più costosa, preventivata 1.3 miliardi, ma il cui costo effettivo potrebbe rivelarsi più ingente. Un elemento, questo, che potrebbe costituire un ulteriore ostacolo al momento della scelta dei progetti da parte della Confederazione. Proprio per questo alcuni Commissari hanno manifestato alcune perplessità rispetto alla scelta della variante concordata tra autorità dipartimentali e federali.

Ciò detto la Commissione, appurati

  • da un lato il continuo acuirsi dei disagi della mobilità verso il Locarnese, con un Piano sempre più vicino al collasso nonostante l’attuazione di misure transitorie;
  • e dall’altro la comprovata necessità e volontà politica di realizzare un collegamento veloce A2-A13;

ritiene comunque in questo momento inevitabile proseguire nella direzione tracciata dal messaggio governativo, in modo da non perdere la speranza di vedere finalmente realizzato il tanto atteso, necessario e urgente collegamento.

Per riassumere. Se il primo approfondimento – quello relativo al coinvolgimento di USTRA ed enti locali – ha subito confortato i colleghi Commissari, gli altri due approfondimenti hanno portato la Commissione a elaborare alcune richieste aggiuntive, inserite nel rapporto. Nello specifico:

  1. un margine di manovra per l’elaborazione di un piano B, che vada ad inserirsi immediatamente qualora la variante 6a scelta da Dipartimento del Territorio e USTRA non dovesse passare politicamente nella Capitale;
  1. e soprattutto un messaggio rafforzativo da inviare a Berna, tramite l’iniziativa cantonale “Per una rete di strade nazionali capillare e completa”, che vada ad aumentare le frecce all’arco del Canton Ticino sia per l’inserimento della tratta fra le strade nazionali, sia per la messa in priorità della realizzazione del collegamento Locarno-Bellinzona, di cui tutti ribadiamo l’importanza, la necessità e l’urgenza.

Cedo ora volentieri la parola al correlatore Fiorenzo Dadò, che ringrazio per l’ottima collaborazione.

Grazie per l’attenzione

Leggi il rapporto commissione Nicola Pini – Fiorenzo Dadò

Candidato al Consiglio Nazionale!

Le ragioni di una scelta

(discorso pronunciato davanti al Comitato cantonale del PLRT il 9.6.2011)

Caro Presidente,
Caro Presidente della Commissione cerca,
Care Amiche, Cari Amici liberali radicali;

la prima ragione alla base della mia decisione di dare la disponibilità a figurare sulla lista del PLR alle prossime elezioni federali risiede nel sincero interesse e nella profonda passione che nutro per la politica federale: una passione nata negli anni universitari – gli anni degli appassionati e appassionanti dibattiti sui grandi ideali – e coltivata nei 3 anni trascorsi in seno al comitato direttivo dei Giovani liberali radicali svizzeri (GLRS) e alle Assemblee dei delegati del Partito Svizzero; una passione legata però a anche alla consapevolezza che solo un’attiva e attenta partecipazione alla vita politica federale permetterà al Ticino di difendere i propri interessi.

Una seconda motivazione scaturisce invece da una constatazione amara: il crescente scollamento fra i giovani e la politica; una politica spesso ritenuta distante, complessa e, quel che è peggio, anche inutile. Beh, io la penso diversamente, ho un’altra concezione della politica e in questa campagna voglio ribadirlo con forza. Con la mia candidatura sogno – e il movimento giovanile del PLR, già al lavoro indipendentemente dalle ipotesi di candidature, sogna – un riavvicinamento del PLR ai ventenni e ai trentenni.
➢ Insieme sogniamo di convincere queste persone della bontà dei principi, delle idee e delle proposte di liberali radicali;
➢ insieme sogniamo di convincere queste persone della bontà di una politica in equilibrio fra idealismo e pragmatismo, una politica “pragmaticamente utopica”.
➢ Ma insieme sogniamo soprattutto di convincere queste persone del piacere di partecipare alla vita politica, del piacere di fare politica, della bellezza di manifestare la propria opinione, indipendentemente da età, formazione o professione.

Terza motivazione – la più importante ma forse la più trascurata – perché – proprio come tutti voi – credo nei valori fondamentali di libertà, responsabilità e solidarietà. Grazie per l’attenzione.

Guarda il servizio del Quotidiano

Leggi l’intervista su www.ticinolibero.ch


Intervento al Congresso Cantonale del PLRT (16.1.2010)

Il PLR che vogliamo…

(discorso pronunciato – a nome dei Giovani liberali radicali ticinesi – davanti al Congresso del PLRT il 16.1.2010)

In un momento di sostanziale rinnovamento del Partito, il movimento giovanile si è chiesto – con l’ottimismo e forse l’ingenuità che gli sono strutturalmente propri – quale debba essere il PLR di domani. Una riflessione incentrata non tanto sui valori, perché quelli sono chiari, sono definiti: la libertà, la giustizia, la solidarietà e la responsabilità sono infatti le ragioni che ci uniscono e riuniscono quest’oggi a Lugano. Una riflessione, dunque, incentrata piuttosto sull’immagine che il nostro Partito deve veicolare alle cittadine e ai cittadini. Noi non vogliamo limitarci ad essere il Partito della famiglia o della Curia, il Partito delle Tasse, il Partito dell’Ambiente, il Partito di Giuliano Bignasca, Il Partito di questo o di quello; vogliamo invece essere il Partito che persegue con equilibrio il bene del cittadino e al contempo il benessere del Cantone: vogliamo essere un partito responsabile, un partito dinamico, un partito aperto al confronto, un partito di cui essere orgogliosi, un partito locomotiva per la conduzione del Paese. Questo è il Partito liberale radicale che siamo stati e che vogliamo continuare ad essere, oggi e domani.

Guarda l’intervento